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Il progetto per sito di compostaggio a Napoli – estrazione del biogas a freddo e senza emissione di sostanze e di odori

Posted By Tommaso Sodano on gennaio 28th, 2015
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  • Nella proposta avanzata da una cordata di imprese Green, di costruttori e di cooperati sociali, la valorizzazione di un primo lotto dei rifiuti umidi della città di Napoli. Tra i risultati: abbattimento costi di smaltimento, basso impatto ambientale, creazione di posti di lavoro.
  • L’Asia Napoli ha riscontrato in prima istanza che il progetto è in linea con la delibera 319/12 con cui la Giunta comunale dava mandato ad Asia Napoli di individuare un soggetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio. La stessa Asia pubblicherà entro il mese il bando europeo per l’esecuzione del servizio, che sarà attivato nella primavera 2016.
  • Per la prima volta in Italia verrà emesso da Intesa Sanpaolo, e collocato dal Banco di Napoli, un nuovo strumento di Impact finance denominato TRIS- titolo di riduzione di spesa pubblica.

Napoli, 28 gennaio 2015 – Come in molte città italiane, a Napoli la valorizzazione dei rifiuti umidi ai fini della produzione di energia è un capitolo ancora da scrivere. Per due volte consecutive (2013 e 2014) il Comune lanciò un bando per la realizzazione di un impianto a Scampia, andato però deserto. Lo smaltimento avviene oggi con un costo di 140€ a tonnellata presso impianti del Nord Italia, con conferimento via camion o ferrovia.

Grazie all’uso di tecnologie innovative, che non prevedono la combustione ma l’estrazione del biogas a freddo e senza emissione di sostanze e di odori, nella stessa area allora identificata verrà creato un impianto di piccole dimensioni e modulare, in grado di lavorare 20.000 tonnellate di rifiuti umidi l’anno, pari al 30% del totale. Grandi dunque gli spazi per ampliare il progetto con nuovi moduli. Il biometano prodotto dall’impianto pilota di Scampia, calcolabile in due milioni di metri cubi l’anno, sarà utilizzato per consumo civico o per l’alimentazione della flotta degli automezzi ASIA che raccolgono i rifiuti. Inoltre, la parte solida dei rifiuti uscirà trasformata in compost di qualità destinabile a sostrato agricolo o per giardinaggio.

Uno dei risultati più importanti del progetto è la creazione di nuovi posti di lavoro in cooperativa sociale a Scampia, per svolgere tutte le fasi dalla selezione al conferimento.

Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi da un raggruppamento di soggetti locali, nazionali e internazionali, così da coprire tutte le componenti previste: cooperative di lavoro, imprese costruttrici e detentrici delle tecnologie di valorizzazione dei rifiuti. Come da regole, il Comune, riscontrata a termini di legge la pubblica utilità, procederà a indire una gara europea per l’aggiudicazione dell’appalto del servizio.

L’innovazione non si ferma qui, perché Napoli diventa anche un laboratorio avanzato di finanza innovativa. A sostegno del piano finanziario , infatti, il progetto potrà beneficiare degli strumenti di “finanza comunitaria” messi a punto da Banca Prossima, l’istituto del Gruppo Intesa Sanpaolo specializzato nell’economia sociale, che è pronto a finanziare il progetto.

Per finanziare l’impianto di Scampia sarà adottato per la prima volta un TRIS – Titolo di Riduzione di Spesa Pubblica. Il modello è un’evoluzione del SIB – Social Impact Bond, applicato per la prima volta in Inghilterra, nel quale si prevedeva l’emissione di un bond remunerato con parte del risparmio di spesa pubblica realizzato attraverso l’iniziativa di imprese sociali. Nel celebre esempio del carcere di Peterborough, gli investitori privati e istituzionali che acquistavano il SIB “scommettevano” sul fatto che, grazie a un programma di inserimento lavorativo, il tasso di recidiva risultasse inferiore. Parte del risparmio così ottenuto (attività di polizia e giudiziarie, mantenimento in carcere, partecipazione della persona alla produzione di PIL) avrebbe remunerato gli investitori, in caso di risultato positivo. In caso contrario l’investitore perde interessi e capitale.

Rispetto a questo schema, l’iniziativa di Napoli si differenzia per più ragioni:

  • Il risparmio di spesa pubblica è certo:40 € a tonnellata di rifiuti umidi trattati
  • L’investitore privato o istituzionale non rischia il capitale, che gli viene garantito da Intesa Sanpaolo
  • In caso di successo (se vengono raggiunti gli obiettivi di riduzione del costo di trattamento dei rifiuti) la remunerazione dell’investitore è in linea con il rendimento dei titoli di Stato
  • L’emittente non sarà un soggetto pubblico, ma il Gruppo Intesa Sanpaolo, che ne curerà il collocamento attraverso gli sportelli cittadini del Banco di Napoli.

L’Italia fa evolvere così il concetto di Social Impact Bond. Si passa dalla generica creazione di valore sociale a un obiettivo diverso e più concreto: ottenere una riduzione misurabile della spesa pubblica attraverso la creazione di posti di lavoro nelle imprese sociali che svolgeranno le varie fasi del ciclo di valorizzazione dei rifiuti. Il fine è dunque la riduzione di spesa pubblica, e il mezzo per raggiungerlo è l’attivazione di impresa sociale. Più giusto perciò parlare del primo Titolo di Riduzione della Spesa Pubblica.

In Italia le prospettive di applicazione di questo strumento sono vastissime, grazie a tre fattori favorevoli: l’ampio spazio di riduzione della spesa pubblica; i vincoli imposti dal patto di stabilità che impedisce di aumentare il debito pubblico; l’esistenza di un terzo settore produttivo straordinariamente sviluppato.

Dichiarazione del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “La ferma volontà dell’amministrazione di andare nella direzione dell’incremento della raccolta differenziata ed al conseguente sviluppo degli impianti a servizio della raccolta differenziata trova oggi conferma anche dal mondo industriale e bancario, pronto ad investire nella trasformazione della frazione umida raccolta in città in compost di qualità, individuando nell’incentivo della valorizzazione e trasformazione della materia raccolta e non nella sua pseudo-valorizzazione energetica il vero investimento per il futuro”.

Dichiarazione dell’Amministratore Delegato di Banca Prossima, Marco Morganti:Oggi a Napoli si apre una strada importante per il nostro Paese e per il Terzo Settore. Un TRIS sta alla finanza pubblica come il risparmio energetico sta all’energia tradizionale: in mancanza di fonti aggiuntive, la grande fonte è la riduzione dell’inefficienza della spesa. Ottenere questo risultato attraverso il terzo settore vuol dire unire a un risultato economico brillante nuovi posti di lavoro e servizi per la collettività. La partecipazione dei cittadini allo schema, attraverso l’acquisto di un titolo sociale di nuova generazione, allarga ancora il senso comunitario di questa finanza. Banca Prossima ha sperimentato l’entusiasmo degli investitori italiani per una finanza a remunerazione moderata e rischio zero attraverso il social bond da 40 milioni emesso a fine 2013 e con i 70 prestiti comunitari ‘Terzovalore’. A Napoli sarà un successo”.

 

 

 

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3 Responses to “Il progetto per sito di compostaggio a Napoli – estrazione del biogas a freddo e senza emissione di sostanze e di odori”

andrea

Si poteva mandare un invito all’Osservatorio.
Ad ogni modo, volevo sapere di chi sarà la proprietà dell’impianto.
Grazie.
Andrea Somma

Tommaso Sodano

La conferenza stampa che si è tenuta mercoledì scorso aveva la finalità di informare la stampa.
Oggi, nel corso della riunione dell’Osservatorio, se ne discuterà.
È stata inoltre convocata un’appostita consulta ambiente finalizzata appunto ad informare le Associazioni.
Saluti

Antonio Vitiello

Illustre Tommaso Sodano

Trovo meravigliante che una piccola banca controllata dalla grande banca finanzia il progetto prendendosi l’onere di garanzia del capitale di rischio e sugli interessi….Posso dirlo ? Secondo me c’è il bluff….

In bocca a lupo saluti da Boscoreale (CAVA SARI)

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